martedì 7 dicembre 2010

La Cravatta Bianca

Iniziative politiche e battaglie civili su singoli problemi e in circostanze precise.                                        
Entra in campo e divieni te stesso seguendo la verità che la tua coscienza conosce.
Abbi il coraggio delle tue azioni e indossa anche tu la Cravatta bianca di Calabresi,
segno della purezza di intenzioni, dell'umiltà del servizio e del coraggio di resistere al male.

Questa è la prima delle battaglie civili e culturali che lo Scudo e la Fionda hanno affrontato    

dal Commissario Luigi Calabresi abbiamo imparato cosa significa stare dalla parte della Giustizia anche quando si è soli e finanche i migliori ci hanno abbandonato.
Amore all'Italia e ai propri intimi principi di coscienza fanno di lui una delle colonne della civiltà italiana.



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LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

per l'anniversario della proclamazione della Dichirazione Universale dei Diritti dell'Uomo  10/12/1948


Gent.mo  ill.mo    e carissimo   signor PRESIDENTE   Giorgio Napolitano,    
 Roma, Palazzo del Quirinale
e.p.c i sig. Gianni Rivera Figc sgs, Lorenzo Vitali sindaco di Legnano, Gianluigi Farioli sindaco di Busto A.
Richiamiamo la Sua attenzione su un drammatico e paradigmatico caso di discriminazione sociale di cui è vittima l’intera nostra famiglia composta da padre, madre e cinque ragazzi, di cui quattro minorenni, Paolo, Sara, Giovanni, Davide e Tommaso.  Il fatto è avvenuto lunedì 22 novembre 2010 nella Città di Busto Arsizio in un ufficio privato. L’avvenimento parte da un conflitto nato tra l’allenatore di calcio – che a nostro avviso ha assunto atteggiamenti gravi verso il minore, investendo sia l’art. 572 del C.P, sia i reati prefigurabili come danno da Mobbing - degli Esordienti 99 della Aurora Pro Patria di Busto Arsizio, in Lega Pro, e nostro figlio Davide di 11 anni di Legnano.  Purtroppo la situazione è degenerata e ora il bambino è stato escluso dai campi di calcio e può solo allenarsi. Non è però questa la cosa più grave: l’intera nostra famiglia è stata allontanata dalla squadra subendo una sorta di “Ostracismo” sociale, e il padre del bambino – a seguito delle sue decise proteste – è stato pubblicamente diffamato e calunniato, al punto che non è esagerato parlare di un “Linciaggio morale”. La Dirigenza della società ha pensato giustamente a proteggere il bambino inserendolo con la squadra dei 98 più grandi, ma nulla ha potuto fare contro tanta prepotenza manifestata da almeno venti persone contro la nostra famiglia. Tutto il gruppo Genitori – che noi con tutto il rispetto umano dobbiamo chiamare a questo punto “il branco” – dei bambini 99, esclusi due padri onesti e coraggiosi, ci hanno voltato le spalle e si sono schierati con il  più forte, il più aggressivo, proprio quello responsabile dei gravi atteggiamenti verso il bambino. Anzi: se la questione si fosse limitata allo scontro tra il padre di Davide e il mister, che incute timore perché ha il potere di far giocare o non far giocare i bambini in questa squadra professionistica, ebbene la cosa si sarebbe potuta risolvere, in un modo o nell’altro davanti alla Dirigenza della Società oppure davanti agli Organi della Magistratura competente. Sta ai genitori di Davide, ovviamente, rivolgersi alla Giustizia ordinaria nel caso dovessero conseguire effetti dannosi per il bambino: trattato – senza avere nessuna colpa e avendo dato sempre il massimo con umiltà e allegria - come una nullità ed escluso dal gioco per il quale è tanto appassionato e per il quale si è sacrificato per ben sei anni. Purtroppo la questione travalica il conflitto privato tra un educatore che ha sbagliato e i genitori indignati. La Questione non riguarda più la Giustizia ordinaria. La cosa in atto è una “Violazione dei Diritti fondamentali dell’uomo”. In particolare è stato violato l’art. 9 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo (di cui oggi ricorre l’anniversario) del 1948. La nostra famiglia è stata esiliata “in casa”: è stato dato l’ostracismo senza processo, senza dibattimento, senza prove, da venti persone imbestialite nei nostri confronti (al padre è stato dato del delinquente e del traumatizzatore di bambini). E’ stato violato l’art. 3 della Costituzione italiana di cui lei è Maestro universalmente riconosciuto: abbiamo subito “una discriminazione sociale”. E’ stato violato l’ art. 24 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, laddove recita:  “In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente”. Lei si chiederà signor Presidente come mai un intero gruppo sociale, formato da gente normale e per bene, si sia accanito in questo modo contro un bambino, contro un padre che lo difende e contro una intera famiglia di cui viene chiesto l’allontanamento, come se fosse una famiglia di pericolosi e asociali personaggi. Sinceramente non sappiamo le intenzioni dei cuori altrui che hanno comportato il disonore del padre, l’esclusione sociale della famiglia e la tristezza al bambino, il quale per un anno e mezzo è stato il Capitano della squadra e il riconosciuto amico di tutti gli altri bambini. Noi crediamo che il potere eccessivo esercitato dal mister, i suoi metodi educativi utilitaristici e ossessivi, il timore, l’orgoglio, la piaggeria dei genitori, l’invidia di alcuni, il conformismo mimetico del gruppo, la voglia di rivalsa del mister e dei suoi accoliti più clientelari, le condizioni economiche e sociali più sfavorevoli di Davide rispetto a coloro che fanno sfoggio di donazioni e regalie varie, infine – ed è la cosa più grave – l’omertà di fronte al male che nessuno ha voluto vedere e neppure ascoltare; ebbene questo insieme di atteggiamenti ha spinto il Branco fuori dalle normali dispute sociali, fino al punto di rottura del senso di civiltà, fino all’annullamento dello stato di diritto e fino allo svilimento del senso di pietà, che è il minimo che una comunità deve conservare, se non vuole la fine della convivenza pacifica e umana. Presidente: ci sentiamo indifesi – anche se amici, studenti e colleghi del padre di Davide – hanno circondato la famiglia di calore e solidarietà. Il padre, dopo dieci giorni di digiuno totale ha ripreso a mangiare dopo una dolcissima telefonata della Signora Liliana Segre, maestra e madre in umanità. Le chiediamo di intervenire in difesa del nostro bambino. Sia ancora una volta garante della nostra bella Costituzione repubblicana. Sia ancora una volta maestro in civiltà! La nostra famiglia l’aspetta 
Grazie e buon lavoro, 
  i coniugi  Luana Brocco e  Rosario Del Vecchio              Legnano 10 dicembre 2010

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